Versatilità e competenze tecnico-pratiche: antidoto contro la disoccupazione

La crisi economica rappresenta un problema reale, ed altrettanto effettiva risulta essere una delle sue principali conseguenze: la tanto temuta disoccupazione. A tale constatazione, tuttavia, risulta doveroso affiancare una triste realtà: esistono infatti numerose professioni che la popolazione è restia ad esercitare, e che proprio per questa ragione in un futuro non troppo lontano potrebbero addirittura scomparire.

Tra i mestieri interessati da questo fenomeno quelli di maggior rilievo risultano essere gli addetti alla pulizia, i conducenti di mezzi pubblici, gli agricoltori o ancora i muratori ed i carpentieri. In Italia, ciascuna di queste posizioni è ricoperta da un numero di addetti compreso tra 96 mila e 40 mila: il progressivo rinnovo della popolazione conduce a supporre che entro un limite di otto anni alcune tra queste attività cesserà definitivamente di esistere.

Una parte considerevole di questo apparente rifiuto è costituita senza alcun dubbio dal livello di benessere del quale la maggior parte della popolazione gode. Un alto tenore di vita, associato alla possibilità di usufruire di una rispettabile istruzione, rende le professioni sopra citate disdicevoli, almeno per quanto concerne l’opinione comune; questo significa che la concentrazione delle domande di lavoro si riversa esclusivamente su determinati settori, escludendone altri a priori.

Tale condizione porta alla formazione di un paradosso ai limiti della credibilità: nonostante il 10% della popolazione attiva sia attualmente disoccupata, con un conseguente 30% di disoccupazione giovanile, molte aziende faticano ad implementare il proprio personale, con la conseguente generazione di molti posti vacanti. Il risultato appena descritto non è riconducibile alla mancanza di buona volontà, bensì ad un’aspettativa di vita superiore a quanto il mercato è disposto ad offrire.

Chiunque abbia investito le proprie risorse con lo scopo di ottenere un’istruzione superiore, è naturalmente portato ad esigere un riconoscimento pratico per il tempo ed il denaro impiegati; l’andamento economico attuale, tuttavia, sembra richiedere un profilo completamente diverso. Traendo le naturali conclusioni, sorge spontaneo pensare che la formazione personale sia oramai superflua, in quanto ciò che conta davvero equivale alla disponibilità a praticare mestieri faticosi che non precludono una formazione specifica.

Per quanto possa apparire contraddittorio, l’istruzione costituisce la base ideale dalla quale delineare il proprio percorso di vita. Ad una formazione culturale effettiva, comunque, è necessario affiancare una buona dose di adattabilità, in quanto domanda ed offerta non sempre si equivalgono: qualora si sia disposti ad accettare il compromesso, i due elementi saranno liberi di coesistere, generando così un’arma quanto mai efficace in grado di soverchiare quell’insormontabile ostacolo denominato disoccupazione.

Proprio per questo oltre all’adattabilità e alla flessibilità personale, attualmente la soluzione migliore per fronteggiare il problema della disoccupazione giovanile appare quello di investire nella formazione professionale, in altre parole “imparare un mestiere“. Per questo abbiamo selezionato alcuni corsi di formazione professionale in grado di fornire solide competenze tecnico-pratiche spendibili in ambito lavorativo:

Lusso e Moda

Stilista di Moda

Interior Design

Visual merchandising

Energie Rinnovabili

Tecnico delle Energie Alternativa

Informatica

Grafica e Web Master Design

Perito Informatico (Diploma)

Professioni Tecniche e Manuali

Tecnico Impianti Elettrici Residenziali

Tecnico Sicurezza Tecnologie Elettroniche

Tecnico Impianti di Condizionamento e Riscaldamento

Perito Elettrotecnico (Diploma)

Perito Meccanico (Diploma)

Perito Elettronico e Telecomunicazioni (Diploma)

Amministrazione, finanza e controllo

Gestione Aziendale e Marketing

Ragioneria (Diploma)

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